Biodinamica Florence Wine

Siamo di nuovo qua a scrivere di vino. A volte ci si chiede perché questa passione, una volta che ti abbia contagiato, non si riesca più a mandarla via. Forse perchè ci piace rimanere a ragionar per ore intere sul vino, sulle vigne, sulle aziende, sulle persone ed i luoghi conosciuti in occasione di degustazioni, feste paesane e manifestazioni. Oppure perché non si vede l’ora il lunedì al lavoro di scambiare due chiacchiere con chi, come noi, è appassionato di vino, parlando degli immancabili appuntamenti domenicali. E allora cominciamo anche questa volta aparlardivino…Dal 26 al 28 Settembre si è svolta in Piazza Pitti a Firenze il Florence Wine Event. Nell’evento sono state coinvolte anche altre due celebri piazze fiorentine: Piazza Santo Spirito e Piazza della Passera. Nella prima di queste due piazze, nella sede del Distretto Militare di Firenze, sono state organizzate delle degustazioni guidate molto interessanti. Noi purtroppo siamo riusciti a partecipare solo ad una di queste degustazioni, dobbiamo dire però che l’incontro con i vini di Cosimo Maria Masini, azienda biodinamica, ci ha “folgorato sulla via di Damasco”. Eravamo curiosi di capire come cambiavano i vini di un’azienda passando dalle tradizionali tecniche enologiche a quelle della biodinamica e questa degustazione ha soddisfatto in pieno la nostra curiosità. Come al solito siamo riusciti ad unire al piacere della gola il piacere più “spirituale” dell’arte. “Fortunatamente” l’allestimento per la degustazione era un po’ in ritardo, quindi abbiamo avuto il tempo per fare un giro all’interno della Basilica di Santo Spirito, costruzione frutto di un’iniziale lunga progettazione del Brunelleschi nel 1444, ultima grande opera del maestro, e terminata poi alla sua scomparsa dai tre seguaci Antonio Manetti, Giovanni da Gaiole e Salvi d’Andrea.
Come non citare le cappelle laterali che si susseguono senza sosta lungo il perimetro della chiesa, con ben 38 altari laterali decorati da tesori e opere d’arte?Non ce l’abbiamo fatta a non soffermarci estasiati difronte alla Madonna con Bambino e San Giovannino, San Martino e Santa Caterina Martire di Filippino Lippi. Ci saremmo soffermati volentieri anche ad ammirare il Crocifisso ligneo di Michelangelo nella sagrestia della stessa basilica, ma la degustazione stava per iniziare e quindi siamo dovuti correre di nuovo al Distretto Militare, con la promessa di ritornare per ammirare l’opera giovanile del Buonarroti…
La degustazione dei vini al Distretto Militare di Firenze ci fa capire come noi italiani, soprattutto se si abita in una città come Firenze, siamo circondati da meraviglie artistiche che ti capita di incontrare per caso, quando meno te lo aspetti. La degustazione si è svolta infatti nel Chiostro Grande della Basilica di Santo Spirito, opera realizzata tra il 1564 ed il 1565 da Bartolomeo Ammannati, inquieto interprete dello stile manierista e dell’amore per la “bella maniera” italiana. Le foto a questo punto sono state d’obbligo, per fortuna che la macchina fotografica digitale è sempre nostra fedele compagna di viaggio.
La degustazione ha avuto come protagonista il vino Nicole annate 2003, 2004, 2005 e 2006 dell’azienda Cosimo Maria Masini di San Miniato (PI). A presentare i vini l’enologo dell’azienda, Cipriano Barsanti. Lo scopo della degustazione è stato quello di mettere in rilievo i cambiamenti di un vino passando da un’agricoltura di tipo biologico ad una di tipo biodinamico. Partendo dall’annata 2003 in step successivi graduali si è avuto il passaggio dell’azienda alla filosofia biodinamica, fino a produrre nel 2006 un vino ottenuto completamente con l’applicazione delle tecniche enologiche biodinamiche.Prima del passaggio
al biodinamico l’azienda si basava su un’agricoltura di tipo biologico, dunque con l’utilizzo “permesso” di tannini aggiunti, lieviti selezionati e ghiaccio secco per l’estrazione di colore. A detta dell’enologo dell’azienda mancavano però a questi vini eleganza, personalità e bevibilità, tutti obiettivi che l’azienda si è prefissata di raggiungere passando al biodinamico. Con la svolta biodinamica la pigiatura dei soli acini dell’uva viene effettuata con i piedi in vasche aperte, in modo da renderla il più soffice possibile.
Le follature sono manuali e si cerca di ridurre al minimo i rimontaggi. Terminata la fermentazione, effettuata in vasche all’aria aperta, le vinacce sono bagnate manualmente con il vino per estrarne il più possibile. Non c’è l’utilizzo di un disciplinare prefissato, tutto viene svolto all’occorrenza, cercando di sviluppare una percezione attiva delle cose, ovvero “imparare da ciò che si osserva”.
L’utilizzo delle macchine è ridotto al minimo indispensabile ed in vigna non si effettuano concimazioni organiche ma solo sovesci.
Ma ora parliamo dei vini degustati, partendo dall’annata 2003, in cui l’azienda effettuava ancora un’agricoltura di tipo biologico, fino ad arrivare all’annata 2006, in cui il vino ormai è ottenuto principalmente con l’applicazione di un’agricoltura di tipo biodinamico
Nicole 2003
Vitigni: Sangiovese 95%, Cabernet Sauvignon 5%
Affinamento in botti grandi da 50 hl.
Colore rubino.
L’annata è piuttosto calda, i profumi non sono molto intensi ma gradevoli. Dapprincipio profumo di terra e sottobosco, lievemente balsamico e poi tante erbe aromatiche. Aspettando si fanno sentire anche i sentori di caffè, liquirizia e rabarbaro.
In bocca il corpo è ben equilibrato, non ha spalle forti, ma presenta una buona sapidità nel centro della lingua e poi si percepisce una bella nota di freschezza.

Nicole 2004
Vitigni: Sangiovese 95%, Cabernet Sauvignon 5%
Affinamento in botti grandi da 50 hl.
In cantina si incomincia ad applicare i principi biodinamici con l’eliminazione dell’aggiunta dei tannini. La fermentazione delle uve avviene in vasche di cemento vetrificate con resine epossidiche per uso alimentare.
Il colore è porpora. I profumi sono di frutta cotta, susine e ciliegie, con un piacevole sottofondo vegetale.
In bocca quest’annata risulta più morbida, calda, qui la spalla del vino è data dall’alcool. La sapidità è più lieve. Minore persistenza aromatica, ma il vino lascia la bocca senza dubbio più pulita.

Nicole 2005
Vitigni: Sangiovese 95%, Cabernet Sauvignon 5%
Affinamento in botti grandi da 50 hl.
La vinificazione delle uve viene effettuata in vasche aperte. Una metà dell’uva raccolta viene fermentata senza l’aggiunta di lieviti selezionati e le follature sono manuali, senza l’utilizzo di rimontaggi meccanici.
Il colore è un rosso porpora pieno.
I profumi qui si fanno più vegetali e terrosi. Frutti più aciduli al naso, come il mirtillo ed il ribes. Aspettando escono fuori anche note floreali. In bocca il tannino è più aggressivo e la bocca rimane bagnata grazie alla bella acidità del vino.
Questo è un vino “appetitoso”, che si fa bere volentieri. Un sorso richiama il successivo.

Nicole 2006
Vitigno= Sangiovese 100%
Affinamento in botti grandi da 50 hl.
In quest’annata l’azienda decide di vinificare, dopo la sperimentazione del 2005, tutto il raccolto in modo naturale senza l’aggiunta di lieviti selezionati. Eliminato il Cabernet Sauvignon il colore del vino è un rosso porpora meno carico e più trasparente.
Al naso il primo impatto è di speziatura dolce come la cannella, a seguire il fruttato che poi evolve nell’erbaceo. Questi sono vini che cambiano in continuazione, sarebbe interessante rimanere ora ad annusarli per capire come evolve la gamma dei loro profumi.
In bocca l’inizio è lieve, dopo c’è la fuoriuscita più dinamica dei tannini.

Dando un giudizio finale dei vini dell’azienda, dobbiamo dire che il passaggio al biodinamico si fa sentire, i vini diventano nel complesso più eleganti ed interessanti, ma soprattutto più bevibili. Questo sarà un bell’inizio per noi per sperimentare i vini biodinamici e per capire come cambia il vino con l’applicazione di questi principi, che non sono solo tecnici ma anche filosofici.

Alla prossima….Merano ci apetta.

Stefania D’Addio
Gianni Filippini

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