Castello Di Meleto

La visita a Radda ad inizio mese in occasione della degustazione di vino per le vie cittadine ormai ci ha contagiato con il “mal del Chianti”. Una malattia dalla quale è difficile guarire, così abbiamo deciso di recarci al Castello di Meleto presso Gaiole in Chianti per far tappa nel secondo dei tre storici comuni della Lega del Chianti. L’occasione questa volta ci è stato fornita da un evento legato alla storia: lo svolgimento di un “Mercatino Medioevale”. Il caldo di questi giorni non ci ha fatto desistere dal recarci in pieno pomeriggio in una delle zone più belle e storicamente legate al Chianti Classico. A dirla tutta, fino all’anno 1932 gli unici tre comuni in cui si poteva produrre vino per “il consorzio vino Chianti Gallo Nero” erano proprio Radda in Chianti, Gaiole in Chianti e Castellina in Chianti. In quell’anno è stato poi emanato un Decreto Ministeriale con disciplinari imposti in cui i comuni nei quali si poteva produrre Chianti passavano da 3 a 89.Un po’ di storia….
L’epoca medioevale in questi luoghi ha dato vita ad eventi storici emozionanti per chi, come noi, non solo piace bere vino ma rimane anche affascinato da tutto ciò che è legato ai fervori di quest’epoca. Mentre si scivola con l’auto lungo le vie immerse nel verde di queste colline non si può non immaginare le battaglie, gli intrighi politici che hanno animato queste zone dal XII secolo in poi. Non immaginate cosa pagheremmo per poter avere una macchina del tempo e poterci catapultare magicamente in una sera d’estate di quell’epoca nella corte di un castello medioevale. La musica, i fuochi, i balli dei giovani, i soldati di guardia sulle mura…. già, perché qui gli scontri tra Firenze e Siena erano all’ordine del giorno. Per quattro secoli il territorio di Gaiole è stato zona di confine tra Firenze e Siena e, di conseguenza, bersaglio di incursioni e saccheggi fino alla definitiva caduta di Siena nel 1555. La Repubblica Fiorentina così pensò bene di creare intorno al XIII secolo la “Lega del Chianti”, con il compito di risolvere con diplomazia ogni controversia con Siena e di contrastarne con le armi ogni tentativo di sopraffazione. Data la sua notevole estensione, la Lega del Chianti fu suddivisa in “terzieri”, per l’appunto i terzieri di Radda, Castellina e Gaiole in Chianti. Radda fu il capoluogo fino al 1774, quando in seguito alle riforme del Granduca Pietro Leopoldo la Lega del Chianti fu sciolta e la sua giurisdizione divisa in comuni.Il Castello di Meleto
Lasciata alle spalle Radda in Chianti, proseguendo lungo la strada provinciale Sp2 si arriva al bivio con la Sp408 che porta a Gaiole in Chianti e che congiunge il Valdarno con Siena. Pochi metri dopo il bivio si trovano le indicazioni per il Castello di Meleto.
Le origini del castello risalgono all’XI secolo come possedimento dei monaci vallombrosani della vicina Abbazia di Coltibuono. Il primo feudatario del castello fu un certo Guardellotto, successivamente Federico I Barbarossa affiderà Meleto alla locale famiglia dei Firidolfi. Una successiva divisione della famiglia darà luogo al ramo dei Ricasoli Fibindacci, che legheranno fortemente il loro nome alla storia di questi luoghi del Chianti. Meleto è stato una delle fortificazioni principali del Terziere della Lega del Chianti e la sua struttura, essenzialmente marziale, lo sto a dimostrare. Spettacolari i due possenti torrioni cilindrici bastionati dotati di ballatoi in mattoni. Nel 1700 il castello fu trasformato in villa e le sue difese in parte smantellate. I suoi interni risalgono a questo periodo con sale decorate e affrescate. Da vedere un particolare teatrino del 1472 completo delle sue sette scenografie originali.
Meleto è rimasto proprietà della famiglia Ricasoli fino ad una trentina di anni fa, oggi è sede di un’azienda agricola produttrice di vino.La visita al Castello, il mercatino e la degustazione
Arrivati al Castello tramite navetta ci siamo subito catapultati nell’atmosfera medioevale del mercatino. Abbiamo effettuato una visita delle sale del castello con una simpatica guida, potendo così ammirare un affresco con “Madonna in trono” di un allievo del Ghirlandaio ed un altro rappresentante una cartina del cosiddetto Chianti Classico Storico. Durante la visita al teatrino settecentesco la guida ha improvvisato un duetto del Don Giovanni, opera qui più volte rappresentata. Non potete immaginare il nostro stupore quando alle nostre spalle dopo poco si è levata una splendida voce di donna, che si è unita a quella della guida. Era una ragazza del gruppo appassionata e cantante di opera lirica, che si trovava casualmente lì insieme a noi. A questo punto il duetto fra Don Giovanni e la contadina Zerlina è stato perfetto. Nel frattempo nella corte del castello l’ambiente era animato da figuranti medioevali, menestrelli, soldati, mercanti e chi più ne ha, più ne metta! La nostra visita al castello di Meleto non poteva però concludersi senza la partecipazione alla degustazione guidata dei vini qui prodotti. Ci siamo così recati nella Sala del Caminetto dove ci ha accolto il preparatissimo enologo della fattoria.
I terreni di proprietà dell’azienda si estendono per oltre 1000 ettari, di cui 180 a vigneto e 20 ad oliveto. La densità di impianto oscilla fra le 5000 e 6000 piante per ettaro. La forma di allevamento è prevalentemente il cordone speronato, anche se qualche appezzamento è allevato in via sperimentale ad alberello. Circa l’80% dei vigneti è costituito da Sangiovese, gli altri vitigni sono principalmente Colorino, Merlot e Cabernet Sauvignon. Infine una piccola percentuale di uve bianche di Malvasia del Chianti e Trebbiano per produrre il Vin Santo.
Durante la degustazione sono stati assaggiati i seguenti vini:
Castello di Meleto Chianti Classico DOCG
Annata: 2005
Vitigni: Sangiovese (90%), Colorino (5%), Merlot (5%)
L’affinamento di questo vino avviene in botti di rovere di Slavonia per 12 mesi. Il colore è rosso rubino intenso, al naso un’esplosione di aromi fruttati di ciliegia, fragola, frutti di bosco con punte di pepe nero. In bocca tannini morbidi a far da contorno ad una buona struttura complessiva del vino. Questo risulta essere un vino molto accattivante soprattutto per i giovani, giusto compagno per una serata tra amici molto informale.
Chianti Classico Riserva DOCG “Vigna Casi”
Annata: 2004
Vitigni: Sangiovese (85%), Colorino (5%), Merlot (10%)
Il vigneto “Villa Casi” è situato a circa 450m slm in una zona soggetta a forti escursioni termiche. La vendemmia viene effettuata completamente a mano ed i chicchi d’uva diraspati vengono fatti cadere su un tappeto vibrante per eliminarne quelli più verdi. Il colore del vino è di un intenso rosso porpora.
Al naso le note fruttate sono un po’ coperte da quelle più speziate, qui si fa sentire l’invecchiamento di un terzo del vino in tonneaux di rovere francese e di un altro terzo in barrique.
Castello di Meleto Fiore IGT Toscana
Annata: 2004
Vitigni: Sangiovese (75%), Merlot (25%)
La selezione delle uve per questo vino avviene come per la riserva Chianti Classico “Vigna Casi”. Il colore è di un rosso rubino intenso. Al naso questo vino si apre con una leggera nota balsamica, sono preponderanti comunque le note speziate dovute ai 14 mesi di affinamento in barrique, anche se di secondo passaggio. Con il tempo si liberano anche piacevoli profumi floreali. Al palato risulta molto equilibrato, la morbidezza donata dalla percentuale di merlot si fa sentire ed i tannini non sono aggressivi. La nota balsamica e soprattutto la speziatura sono confermate, il finale è piuttosto lungo e gradevole.
Castello di Meleto Rainero IGT Toscana
Annata: 2003
Vitigni: Sangiovese (33%), Merlot (33%), Cabernet Sauvignon (33%)
La presenza del Cabernet Sauvignon qui si fa subito notare, sia nel colore, di un rosso rubino molto intenso con riflessi violacei, sia nei profumi. Questo vino ha bisogno di tempo, di meditazione. Si apre con note soffuse di peperone verde, seguite dagli aromi di affumicato. Ma questo è un vino profondo e se appoggiate il naso sul bicchiere dopo un po’ di tempo sarete colpiti dalle deliziose note di sottobosco. In bocca denota una gran bella struttura accompagnata da una piacevole rotondità. I tannini morbidi deliziano il palato insieme ad un finale molto lungo. L’enologo della fattoria ci ha consigliato di accompagnarlo con del cioccolato. La degustazione dei vini a questo punto ci aveva veramente deliziato, però non potevamo terminare la nostra breve incursione in queste zone senza vedere Gaiole in Chianti. Lasciato così il Castello di Meleto ci siamo recati nel delizioso borgo chiantigiano e lì siamo rimasti estasiati difronte alla Pieve di Santa Maria a Spaltenna. Non vi sono parole per descrivere questo delizioso cameo dell’archittettura romanica della zona, non si può far altro che andare personalmente a visitarlo.

Gianni Filippini, Stefania D’Addio

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