Radda Nel Bicchiere

Sabato mattina ci siamo svegliati con serenità e con l’impazienza di visitare Radda in Chianti. Il meraviglioso borgo immerso nella campagna del Chianti Classico ha sempre stuzzicato il nostro interesse come enoappassionati, oltre che per le bellezze paesaggistiche che lo circondano. Lo ammettiamo, tra i tanti posti visitati assecondando la nostra passione per il vino, questo proprio ci mancava. L’occasione per una visita a Radda in Chianti ci è stata regalata da una manifestazione legata al mondo del vino: Radda nel Bicchiere. Abbiamo quindi subito colto la palla al balzo e ci siamo recati nel meraviglioso borghetto, sede di molte di quelle aziende agricole di cui abbiamo degustato i vini in diverse occasioni. La giornata è scivolata via in modo sereno e tranquillo, forse perché la dolcezza del paesaggio attraversato durante il nostro viaggio ha rasserenato non solo i nostri occhi ma anche il nostro animo. A dir la verità ad inizio giornata eravamo un po’ indecisi su quale strada percorrere, la scelta si poneva tra il solito percorso passando per Greve in Chianti ed un altro alternativo mai sperimentato prima attraverso la Firenze- Palio, con uscita a San Donato e strada provinciale Sp76b direzione Castellina in Chianti. Come al solito la voglia di sperimentare cose nuove ci ha fatto scegliere il secondo percorso. Dopotutto se non fossimo così curiosi, non avremmo neppure questa continua voglia di degustare vini sempre nuovi, alla ricerca del miglior terroir (come direbbe Roberto Cipresso nel suo “Romanzo del Vino”). Deciso dunque il percorso siamo saliti in auto, direzione Firenze-Palio. Usciti dalla superstrada a San Donato abbiamo percorso la provinciale 76b in direzione Castellina in Chianti. Lungo il tragitto abbiamo incontrato l’azienda agricola “Le Filigare” a noi già nota per il vino più volte degustato in occasione dell’anteprima del Chianti Classico. Non avevamo mai percorso questa strada, ma vi possiamo assicurare che è tra le strade più belle e gentili agli occhi che ci sia mai capitato di attraversare durante le nostre incursioni nel Chianti. Attraversando questa parte della regione ti rendi conto di quanto siamo fortunati noi toscani ad avere a portata di mano un paesaggio collinare così straordinario, a volte più noto agli stranieri che a noi stessi abitanti di questa regione. Non siamo riusciti così a resistere alla tentazione di fermare l’auto per fare delle foto a questo paesaggio fantastico, come se fossimo dei turisti provenienti dai luoghi più lontani. Risaliti in auto abbiamo percorso tutta la provinciale, fino a quando non siamo arrivati al bivio con la strada regionale SR222, ovvero la strada più conosciuta che passa per Greve in Chianti e l’abbiamo percorsa per un breve tratto fino alla deviazione per Radda in Chianti.
Sabato mattina ci siamo svegliati con serenità e con l’impazienza di visitare Radda in Chianti. Il meraviglioso borgo immerso nella campagna del Chianti Classico ha sempre stuzzicato il nostro interesse come enoappassionati, oltre che per le bellezze paesaggistiche che lo circondano. Lo ammettiamo, tra i tanti posti visitati assecondando la nostra passione per il vino, questo proprio ci mancava. L’occasione per una visita a Radda in Chianti ci è stata regalata da una manifestazione legata al mondo del vino: Radda nel Bicchiere. Abbiamo quindi subito colto la palla al balzo e ci siamo recati nel meraviglioso borghetto, sede di molte di quelle aziende agricole di cui abbiamo degustato i vini in diverse occasioni. La giornata è scivolata via in modo sereno e tranquillo, forse perché la dolcezza del paesaggio attraversato durante il nostro viaggio ha rasserenato non solo i nostri occhi ma anche il nostro animo. A dir la verità ad inizio giornata eravamo un po’ indecisi su quale strada percorrere, la scelta si poneva tra il solito percorso passando per Greve in Chianti ed un altro alternativo mai sperimentato prima attraverso la Firenze- Palio, con uscita a San Donato e strada provinciale Sp76b direzione Castellina in Chianti. Come al solito la voglia di sperimentare cose nuove ci ha fatto scegliere il secondo percorso. Dopotutto se non fossimo così curiosi, non avremmo neppure questa continua voglia di degustare vini sempre nuovi, alla ricerca del miglior terroir (come direbbe Roberto Cipresso nel suo “Romanzo del Vino”). Deciso dunque il percorso siamo saliti in auto, direzione Firenze-Palio. Usciti dalla superstrada a San Donato abbiamo percorso la provinciale 76b in direzione Castellina in Chianti. Lungo il tragitto abbiamo incontrato l’azienda agricola “Le Filigare” a noi già nota per il vino più volte degustato in occasione dell’anteprima del Chianti Classico. Non avevamo mai percorso questa strada, ma vi possiamo assicurare che è tra le strade più belle e gentili agli occhi che ci sia mai capitato di attraversare durante le nostre incursioni nel Chianti. Attraversando questa parte della regione ti rendi conto di quanto siamo fortunati noi toscani ad avere a portata di mano un paesaggio collinare così straordinario, a volte più noto agli stranieri che a noi stessi abitanti di questa regione. Non siamo riusciti così a resistere alla tentazione di fermare l’auto per fare delle foto a questo paesaggio fantastico, come se fossimo dei turisti provenienti dai luoghi più lontani. Risaliti in auto abbiamo percorso tutta la provinciale, fino a quando non siamo arrivati al bivio con la strada regionale SR222, ovvero la strada più conosciuta che passa per Greve in Chianti e l’abbiamo percorsa per un breve tratto fino alla deviazione per Radda in Chianti. Le aziende presenti alla manifestazione sono tutte comprese nel territorio di Radda in Chianti, di seguito un elenco: Azienda agricola Il Campaccio, Azienda agricola Monterinaldi, Brancaia, Castello D’Albola, Castello di Radda, Castello di Volpaia, Colle Bereto, Fattoria Vignale, Livernano, Casalvento, Montemaggio, Monteraponi, Montevertine, Podere Capaccia, Azienda agricola Podere Caparsa, Podere l’Aja, Podere Terreno, Fattoria Poggerino, Poggio San Polo, Pruneto, Terrabianca, Valdellecorti, Vescine. In questa zona ci ritroviamo al limite dell’area geografica della denominazione Chianti Classico, dove sua maestà il Sangiovese “la fa da padrone”. Inutile parlare a lungo di Montevertine, già ampiamente conosciuta per i suoi vini eccezionali, di cui abbiamo degustato il Pian del Ciampolo 2006, con profumi evidenti di iris e frutta rossa, ed il Montevertine 2005, con note evidenti in bocca di speziatura ed un bellissimo equilibrio. Volendo rimanere su aziende conosciute, non si può non citare Brancaia, di cui abbiamo assaggiato nuovamente volentieri il Brancaia Chianti Classico DOCG 2005 ed il Blu IGT Rosso Toscana 2005 Ci ha fatto molto piacere assaggiare nuovamente anche i vini di Terrabianca. Il loro Chianti Classico DOCG Scassino 2006 con affinamento solo in acciaio presenta delle belle note fruttate e speziate di pepe nero. Molto equilibrato in bocca. Il Chianti Classico Riserva Croce 2004 invece presenta al naso degli evidenti profumi floreali di rosa risultando in complesso fine ed elegante. In bocca una bella nota di acidità. Se invece volete un Chianti Classico longevo, beh, allora dovete soffermarvi sull’Azienda Agricola Podere Caparsa. Strepitoso il Chianti Classico Caparsino (annate 2003, 2004, 2005) ed, ancor di più, il Chianti Classico Riserva Doccio a Matteo annate 2004, 2000, 1999 e 1997. Vi possiamo assicurare che anche il 1997 non ha niente da invidiare in quanto a corpo e struttura alle annate successive.Ci sono piaciuti molto anche i vini dell’azienda agricola Monterinaldi, sia i Chianti Classico base e riserva che il Pesanella IGT Toscana 2000 ( 60% Sangiovese, Merlot, Gamay e Syrah) affinato 18 mesi in barrique. Altra azienda che ha catalizzato la nostra attenzione è stato il Castello di Volpaia, il Chianti Classico base 2006 presenta sia al naso che in bocca una bella speziatura di chiodi di garofano e di cannella, rotondo in bocca, così come il loro Chianti Classico Riserva 2005. Dopo i tanti aperitivi bevuti in Piazza Strozzi a Firenze nel loro locale, non potevamo non soffermarci al banchetto di Colle Bereto per degustare il Chianti Classico 2004 e la Riserva 2003. Vini ben fatti, con un bel naso e di buon equilibrio in bocca. Una menzione la merita anche Monteraponi con il suo Chianti Classico base 2004, molto bevibile nonostante fosse stato imbottigliato da appena 5 giorni. Una conclusione generale su tutti i vini appartenenti a questa zona del Chianti Classico: sono tutti vini molto equilibrati, con tannini più morbidi rispetto ai vini appartenenti alle altre zone del Chianti Classico.
Ambientazione fantastica, vini stupendi, calma, serenità e bella gente, gli ingredienti ci sono veramente tutti per poter affermare che l’anno prossimo ci saremo nuovamente.
Gianni Filippini, Stefania D’Addio

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